Il tango è un ballo di origine popolare che è da sempre sinonimo di eleganza, di passione e di incanto ma che, alle sue origini, era molto diverso rispetto a quello odierno. Infatti, agli inizi, il tango era considerato come il ballo della popolazione povera argentina, mentre oggi, uscito da tempo dai barrios e dai vicoletti di Buenos Aires, si balla il tango in qualunque parte del mondo ed è una delle danze di maggior successo a livello planetario, con la moltiplicazione di scuole di tango nelle grandi città. Persino l’UNESCO, nel settembre 2009 ha decretato il tango argentino patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Cos’è il tango

Il tango è una musica molto sincopata, utilizzata per comunicare un velo di tristezza nostalgica che trae le sue origini nel fattore migratorio dell’Argentina dell’Ottocento. Il bandoneòn, strumento ideato dal musicista tedesco Heinrich Band, da cui deriva il nome, è una specie di Concertina di legno con un mantice ad unire le tastiere usata nei canti religiosi durante le messe, che, una volta giunto a Buenos Aires portato dagli immigrati tedeschi, è diventato lo strumento principale delle orchestre di tango per il suo suono melodico e nostalgico che rappresenta appieno il sentimento di questa musica, caratterizzata da accenti di battuta e da segnali ritmici molto forti. Un suono sincopato però arricchito da caratteristiche armoniche all’italiana.

A far parte delle serate di ballo nelle milongas oltre alla musica del tango, della milonga e del vals, c’è anche la Cortina musical, che è quel brano musicale completamente diverso dal tango che caratterizza la fine della tanda. In quel minuto in cui dura la cortina si nasconde lo scopo di sciogliere le situazioni che si sono create nel corso di ballo per la coppia e permettere ai ballerini di abbandonare la pista per poter cambiare stile musicale e partner. E’ sulle musiche del tango, della milonga e del vals che nacquero i primi ballerini di tango argentino.

L’influenza italiana è davvero molto forte in quanto a partire dai primi anni del ‘900 fino agli anni ’50, Francisco Canaro, Osvaldo Pugliese, Carlos di Sarli, Anibal Troilo e Juan D’Arienzo furono alcuni dei principali compositori di questa nuova musica e soprattutto i promotori di questa danza. Nel corso degli anni poi il tango argentino si è evoluto in modi differenti. Sulla fine del secolo è nato anche il tango elettronico, che ha in parte sostituito il tango proposto da grandi orchestre.

La storia del tango: le origini

Il nome “Tango” è stato coniato nel 1820 a Buenos Aires e venne usato relativamente alla percussione utilizzata dagli afroamericani per produrre una musica davvero molto particolare: il candombe. Eppure il tango, in relazione alla percussione che ha dato origine al nome, ha delle apparenze davvero molto diverse e si è diffuso almeno 30 anni dopo.

La nostalgia

A partire dal 1820 questa danza fece fortuna soprattutto in Argentina, nella zona Rioplatense. Laddove i salari erano miseri e le famiglie povere, italiani e ungheresi, slavi, francesi insieme agli argentini delle Pampas si divertivano negli appartamenti “orilla”, ovvero costruiti dal nulla dando luogo a questa particolare danza ricca di commistioni, influenze derivanti da ogni angolo del pianeta. La comunità italiana in Argentina in quel periodo era particolarmente numerosa, a seguito di una massiccia emigrazione che portò circa 2 milioni di italiani a cercare fortuna nel Paese sudamericano. Questa arrivò a rappresentare addirittura il 27% della comunità degli immigrati europei in Argentina, composta anche da francesi, spagnoli, inglesi, austriaci, tedeschi, turchi, belgi, svizzeri e polacchi. Al ritmo di una musica e di una lirica che ripercorreva in battute e versi la nostalgia e la speranza, si inizia a cantare non solo la solitudine ma anche a ballare il ritmo suadente di una danza destinata a diventare popolare molto presto.

I primi generi di tango

Intorno al 1840 nacque il canyengue, l’antenato del tango. E’ una danza caratterizzata da movimenti corti e veloci. Anche la habanera, la danza spagnola cubana che si era diffusa in quella zona con una camminata in cui l’uomo si proponeva in avanti e la donna indietreggiava, fece subito la sua fortuna in quegli anni. Da questa sintesi nacque la Milonga, termine che attualmente indica sia il genere di danza sia i posti in cui ballare il tango. Sono questi gli ingredienti ad aver dato vita al tango, sebbene ancora diverso da quello che sarebbe nato qualche anno dopo.

Il tango degli Anni ’40

Negli anni 40 lo stile milonguero ha iniziato a farsi strada tra coloro che amavano il tango. Questo stile è caratterizzato da un abbraccio molto stretto con dei contenuti ideali per spazi ristretti e ha uno stile passionale, con i ballerini appoggiati uno sull’altro, dando luogo all’asse della coppia piuttosto che a quello delle singole persone. Ha preso il posto del tango che invece era più aristocratico e tendeva a dare una separazione o un distacco nella coppia. È proprio a partire dall’inizio degli anni 40 che diverse sale da ballo realizzavano dei Tango Show caratterizzati da figure di tipo coreografico e molto spettacolari come pivot, enrosques, lapiz, boleos, “trucos” salti o anche figure di improvvisazione molto particolari e sceniche.

Il tango negli Anni ’60 e ’70

A partire dagli anni 60 e fino agli anni 70 arriva sullo scenario delle sale da ballo di tutto il mondo, il “tango fantasia” detto anche “Tango Salòn”. Il tango fantasia è molto diverso da quello tradizionale per le sue caratteristiche figure più complesse che, riproducendolo sul tango elettronico, successivamente è stato ribattezzato Tango Nuevo, in una commistione tra quello originale e nuove tendenze con dinamiche più fluide. In Argentina e anche in Europa questo movimento ha riscosso notevole successo pur non riuscendo a far sparire dalle sale quello che invece è il tango tradizionale ed in particolare, il Tango Salòn de pista. Il tango si è diffuso a partire dagli anni 70 in maniera molto capillare, diventando un punto di riferimento e soprattutto un ottimo ingrediente per spettacoli diffusi in ogni parte del pianeta.

Il British tango

Cruciale anche il British Tango, ovvero un tipo di tango che si discosta da quelli nati in Argentina e che piuttosto rientra tra i balli standard, nonché alcuni molto più lineari e che hanno perso un po’ la caratteristica del tango originale. Questa tipologia di tango, assai più conflittuale, è caratterizzato da movimenti scattosi, rigidi, con arrangiamenti musicali “più militari” e forma dell’abbraccio completamente opposta a quella a argentina. Nel ‘900 questo Tango British si è diffuso nelle popolari sale da ballo ed è stato chiamato anche tango in senso lato perché è uno di quelli maggiormente diffusi in Europa. Ancora oggi c’è una grande confusione in merito alle differenze tra il tango British e quello invece, argentino originario.

La diffusione del tango nel 2000

Il tango ha vissuto un autentico boom nel 2000, grazie all’organizzazione diffusa di festival e di eventi di tango che hanno contribuito ad accrescere la popolarità di questo ballo. Nei Paesi Bassi o anche in Francia la diffusione è stata massima così come in Italia e nelle altre nazioni europee, seppur con termini diversi e rifacendosi ad altre contaminazioni di vario genere.