Counsellor di Base

Diploma di Counsellor di Base in Gestalt Psicosociale conferito a Luciano Donda

Counsellor di Base

Counsellor di Base in Gestalt Psicosociale, è il Diploma

che ho conseguito il 25 marzo 2024 dopo aver frequentato i primi due anni alla SIG (Società Italiana Gestalt) di Roma.

Perché scrivere un articolo sul Diploma di Counsellor di Base?

Aldilà della celebrazione del titolo di Counsellor di Base in Gestalt Psicosociale, desidero condividere questa esperienza che ho fatto, e che sto continuando a fare, per la formazione personale e gli strumenti che mi sta offerto. In primis una nuova consapevolezza di me che mi permette di pormi in modo diverso in relazione alle persone orientandomi più verso l’ascolto di esse. Poi per lo scopo principale del Cousellor di Base in Gestalt Psicosocliale che consiste nell’aiutare una persona ad individuare e a risolversi un’obbiettivo. A mio parere il counselling è una relazione “concreta” tra individui.

Le caratteristiche del percorso di studio di Counsellor di Base

Questi sono i punti cardine che hanno segnato il mio percorso.
Primo, la capacità di ascoltare attivamente una persona, ossia creare uno spazio interiore per accogliere l’altro. Imparare a “vedere” anche come si esprime attraverso il linguaggio del corpo, ascoltare il modulare del tono della voce o percepire come muove gli occhi rispetto a determinati passaggi del racconto.
Secondo, relazionarsi con le persone senza giudicare né interpretare. Sembra facile, ma, credimi, non lo è affatto.
Terzo, manifestare l’ovvio. Ognuno di noi vede il mondo in modo diverso, essere certi che gli interlocutori attribuiscano lo stesso significato ad una determinata cosa rafforza l’intesa, oltre che il sentirsi ascoltata/o.
Quarto, il feedback. Quando una persona ti racconta qualcosa, spesso è per sentirsi dire che ha ragione, o perché ha fatto bene a fare così, etc. Prova a fargli notare, invece, che in un determinato passaggio del suo racconto, a te è venuto in mente un ricordo preciso che ti riguarda. Prova, poi mi fai sapere come’è andata.
Quinto, la potenza del raccontarsi. Quant’è bello potersi raccontare e quanto è difficile trovare persone che siano disposte ad ascoltarti, in una società come la nostra che tra un po’ si chiederà: “Ma sto parlando con una persona o con un robot antropomorfo?”
Sesto, assumersi la responsabilità di quello che si dice. Aiuta ad accettare se stessi e a non prendersi in giro, perché, io lo so quando dico qualcosa che non corrisponde al mio sentire.
Settimo, la riformulazione. Ovvero restituire all’interlocutore ciò che ha appena raccontato. Gli da la certezza di essere ascoltato e soprattutto compreso, quindi è incentivo a proseguire nel racconto trovando magari nuove conferme e/o risoluzioni inaspettate che gli danno la possibilità di integrare l’esperienza nell’espansione della propria consapevolezza.

Come collegare il Tango al Counselling

Il Tango è un ballo che celebra la “relazione” attraverso un linguaggio corporeo. La coppia si esprime partendo da un abbraccio ed esprimendosi con i piedi sul pavimento. Tutti i sensi della persona sono attivi e la difficoltà è quella di rinnovare l’accordo istante dopo istante con il partner. Saper ascoltarsi ed ascoltare, prima di muoversi o prima di fare un passo, saper affidarsi, saper ascoltare la musica, saper improvvisare, sapersi relazionare con le altre coppie che riempiono la pista, fanno risultare il Tango uno dei balli più difficili da imparare. In poco tempo si comprende che il percorso è lungo e complesso.
Ma è complesso perché tra la musica e l’espressione del movimento c’è l’essere umano, con le sue resistenze, i suoi impedimenti, i suoi orgogli e le sue difficoltà di accettare la sua condizione. Ed ecco che attraverso gli strumenti esperienziali del counselling questo percorso può essere, non dico accorciato, ma pro-attivo verso una nuova consapevolezza di se stessi. In fondo si ha l’opportunità di poter dar voce e mettere in relazioni parti di noi che erano messe in disparte.

W il sapersi relazionare con l’altro attraverso il Tango!
Luciano Donda